Desideriamo dire la nostra, nell’acceso dibattito di questi giorni sull’opportunità o meno dell’integrazione scolastica. Non ce ne dovrebbe essere bisogno, sono (ancora)vigenti in materia norme che – a partire dalla nostra Carta Costituzionale –disciplinano il diritto allo studio e all’inclusione scolastica per tutti.

Ma le norme bisogna conoscerle, e correttamente applicarle. E il rischio – di fronte all’incrinarsi del fronte compatto a favore dell’inclusione – è la legittimazione della disapplicazione strisciante.

Sul punto ribadiamo quindi tre parole: diritto, razionalità, etica – e non solo in astratto, ma le decliniamo in concreto con i fatti rappresentati da un nuovo progetto, Passaggi, per la promozione dell’inclusione scolastica e sociale, mettendo a disposizione esperti legali, psicologi e pedagogisti, che animeranno uno sportello di consulenza per le famiglie e percorsi formativi nelle scuole.

Ma approfondiamo il tema.

Chiara Valerio, nel suo recente 2La tecnologia è religione”, cita il matematico Wiener, che, nel 1951,affermava: “per contrastare l’addomesticamento dovuto alla pervasività della tecnologia bisogna studiare”.

Di fronte alla deresponsabilizzazione dilagante in un mondo in cui tutti dicono di tutto e tutto è amplificato dalla cassa di risonanza mediatica: bisogna studiare.

Dalle affermazioni di Galli della Loggia, apparse sul Corriere della Sera, alle dichiarazioni sferzanti di Elon Musk, divulgate sulla sua piattaforma X(ex Twitter), leggiamo come, a latitudini diverse, voci diverse (uno storico, dice Wikipedia, il primo; un imprenditore miliardario, il secondo) mettano in discussione valori cardine, prima ancora etici che giuridici, quelli di equità, pari opportunità ed inclusione, a cui, come Associazione InCerchio, dedichiamo il nostro lavoro ed impegno quotidiani.

Non riteniamo occorra dilungarsi sulla scarsità di sostanza storica, fondatezza scientifica e assoluto misconoscimento di valori costituzionalmente garantiti che animano certe dichiarazioni, che, sulla scia di uno stile comunicativo che non ci appartiene, vogliono forse solo causare detonazioni in assenza di profondità e prospettiva, con l’unico scopo di far sentire il rumore.

Distruggono, senza costruire.

In questo quadro, dove chi lavora seriamente per l’inclusione raccoglie dati, fa proposte, seppur antipodali e talvolta utopiche, consci del ruolo che riveste l’inclusione a livello scolastico anche come base per l’inclusione sociale, l’Associazione propone il progetto Passaggi, finanziato da Fondazione di Comunità Milano, con l’obiettivo di informare, supportare, formare, costruire orizzonti di senso in un’ottica progettuale, promuovere reti.

In un sistema disfunzionale, continuamente colpito da tagli di fondi, dove la formazione dei docenti non è il comune denominatore, noi scegliamo di fare rete con le scuole e con il territorio per realizzare attività di sensibilizzazione e in-formazione per personale scolastico e famiglie, offrendo a queste ultime percorsi di consulenza integrata per garantire ai propri figli una miglior inclusione scolastica e sociale, a fronte di una normativa che ci sta fornendo strumenti inclusivi e a fronte di dati che testimoniano i benefici che una cultura inclusiva porta con sé.

Il 9 febbraio si terrà l’evento – aperto a tutti – di apertura del progetto e cercheremo di continuare a dare il nostro contributo per ricordare che non esistono allievi “normali” e “anormali”, allievi e “altri allievi”, come proferito da qualcuno, e magari per fare chiarezza che, prima di parlare impropriamente di un argomento complesso come l’inclusione e la disabilità, bisogna studiare.

Come ben esprime Steven Pinker nel suo testo Rationality, qualsiasi argomento che privilegia il benessere di qualcuno rispetto a quello degli altri è irrazionale e solo quando si combinano l’interesse personale, la socialità e l’imparzialità – l’intercambiabilità delle prospettive – si ottiene il nucleo della moralità.

“Le persone non sono perfettamente morali, ma c’è un argomento razionale sul perché dovrebbero esserlo.”

In sintesi, tre parole a sostegno dell’inclusione scolastica: diritto, etica, razionalità.

Vi aspettiamo il 9 febbraio, alle 16,presso l’Istituto Cavalieri, a Milano.

Federica Marci e Daniela Piglia –