Il 14 settembre il TAR del Lazio ha annullato, con raro tempismo, il decreto interministeriale 182/2020 Adozione del modello nazionale di piano educativo individualizzato e delle correlate linee guida, nonché modalità di assegnazione delle misure di sostegno agli alunni con disabilità. Il lavoro sulla gestione temporale volto ad incrementare le competenze di pianificazione rivolto a bambini e ragazzi andrebbe forse indirizzato al mondo adulto.
L’anno scolastico è appena cominciato e la sentenza ha generato disorientamento. Ci si chiede perché il Ministero non abbia trasformato in atto normativo le modifiche richieste con il ricorso al TAR prima della sentenza, come sollecitato anche dalla FISH. Sugli aspetti critici della normativa, d’altronde, pare ci fosse un sostanziale accordo tra le voci in campo.
Da un osservatorio parziale, si potrebbe tuttavia affermare che l’attività informativa e formativa portata avanti con la nuova normativa pare abbia contribuito a diffondere alcuni dei principi essenziali propri di una cultura inclusiva. Si accoglie, altresì, con piacere, la notizia che siano stati deliberati i primi corsi di aggiornamento obbligatorio in servizio per docenti privi del titolo di specializzazione per il sostegno, in quanto la migliore normativa al mondo perderebbe valore se affidata a mani prive dell’adeguata competenza.
Il 17 settembre il Ministero ha emesso la Nota prot. n° 2044 Indicazioni operative per la redazione del PEI per l’a.s. 2021-2022. Come evidenziato dalla nota stessa, il decreto legislativo 66/2017 è ancora in vigore e rappresenta un riferimento importante. Rimangono invariate, a titolo esemplificativo, le tempistiche di redazione del PEI. La nota, tuttavia, chiarificatrice per certi versi, genera ulteriore confusione e disorientamento. La speranza è che il Ministero prenda sempre più atto della reale situazione della scuola, traducendo suddetta presa di coscienza in interventi che generino un miglioramento effettivo.
Oltre le leggi, fortunatamente esistono le storie vere. Anno scolastico 2021-2022. Un insegnante di sostegno precaria di una scuola secondaria di secondo grado scopre di essere stata riconfermata e poter continuare il progetto educativo iniziato con Luca (nome di fantasia per motivi di privacy). Ottima notizia! Luca, che ama andare a scuola e adora la sua insegnante, ne sarà felicissimo. La continuità educativa è uno dei valori cardine di qualsiasi progetto educativo e dover attendere ogni anno “la riconferma” degli insegnanti indica che nel sistema qualcosa non funziona.
L’insegnante scopre che c’è stata, per tutti i ragazzi della scuola, una riduzione sia delle ore di sostegno ministeriale che di quelle di sostegno educativo (perché poi?), ma coinvolge gli insegnanti curricolari per definire con loro un progetto inclusivo e trasformare le ore in cui Luca sarebbe stato da solo in classe in un’opportunità per il suo percorso di autonomia e la sua inclusione nel gruppo classe.
La stessa insegnante, inoltre, che durante l’estate si è informata e formata in autonomia, cerca un corso di formazione a cui poter partecipare per poter aiutare meglio Luca e si prodiga per organizzare un incontro di rete il prima possibile per poter definire un progetto personalizzato secondo i principi della condivisione, coprogettazione, corresponsabilità.
L’inclusione, malgrado tutto.
“Io non pretendo il mondo intero
Vorrei soltanto un luogo, un posto più sincero
Dove magari un giorno molto presto
Io finalmente possa dire: “Questo è il mio posto”
Dove rinasca non so come e quando
Il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo
L’appartenenza
Non è un insieme casuale di persone
Non è il consenso a un’apparente aggregazione
L’appartenenza
È avere gli altri dentro di sé”(Giorgio Gaber, La canzone dell’appartenenza)
A cura della dott.ssa Federica Marci
Associazione InCerchio