Il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato rappresenta uno degli strumenti più importanti introdotti dalla riforma della disabilità per accompagnare la persona nella costruzione di un percorso coerente con i propri desideri, bisogni e aspirazioni, mettendo in rete i diversi interventi e servizi necessari nei vari ambiti della vita.
Ma come si attiva concretamente il procedimento?
Una novità importante è arrivata nell’agosto 2026: l’INPS ha attivato un nuovo servizio telematico che consente alla persona con disabilità di presentare l’istanza per l’elaborazione del proprio Progetto di Vita.
Da dove si comincia?
La persona con disabilità, oppure chi la rappresenta nei casi previsti, può presentare l’istanza attraverso il servizio online dell’INPS, utilizzando le proprie credenziali di accesso.
La richiesta permette di comunicare all’Istituto la volontà di avviare il procedimento per la predisposizione del Progetto di Vita e di trasmettere le informazioni necessarie agli enti territorialmente competenti.
È importante però chiarire un aspetto: l’INPS non elabora il Progetto di Vita.
Il suo ruolo, in questa fase, è quello di ricevere l’istanza e trasmettere la documentazione e le informazioni all’Ambito territoriale sociale competente, che dovrà successivamente avviare il percorso.
Link al servizio SISDA -trasmissione istanze per il progetto di vita
https://www.inps.it/it/it/dettaglio-scheda.it.schede-servizio-strumento.schede-servizi.sisda-trasmissione-istanze-per-il-progetto-di-vita.html
Requisiti necessari
I destinatari del Progetto di Vita sono le persone, residenti nelle province coinvolte nella sperimentazione della Riforma di cui al D.Lgs 62/2024, in possesso di un certificato di condizione di disabilità oppure in possesso di una certificazione ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104 conseguita ante-riforma. Il suddetto certificato deve soddisfare almeno uno dei seguenti requisiti:
- invalidità civile superiore al 33%;
- residuo visivo non superiore a 1/20 a entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con eventuale correzione o residuo perimetro binoculare inferiore al 10%;
- minorazione sensoriale dell’udito per sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato, purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio. In particolare, deficit uditivo non inferiore a 75 decibel di media tra le frequenze 500, 1000 e 2000 Hz nell’orecchio migliore acquisito entro il 12° anno d’età;
- necessità di sostegno almeno di livello lieve ai sensi dell’art. 3, c. 2, legge 104/1992.
E dopo la domanda cosa succede?
Una volta ricevuta l’istanza, il procedimento prosegue a livello territoriale.
La persona viene coinvolta in un percorso di valutazione multidimensionale, finalizzato a conoscere non soltanto le condizioni di salute e i bisogni assistenziali, ma anche le capacità, le preferenze, gli interessi, le relazioni, il contesto di vita e gli obiettivi che la persona vuole raggiungere.
Il Progetto di Vita nasce quindi, dalla collaborazione tra la persona con disabilità, la sua rete familiare e i diversi soggetti coinvolti nei servizi sociali, sanitari, educativi, lavorativi e negli altri ambiti rilevanti per la sua vita.
L’obiettivo è superare una logica basata sulla semplice somma delle prestazioni e costruire, invece, un progetto unitario e personalizzato, nel quale gli interventi siano coordinati tra loro e orientati alla realizzazione del progetto scelto dalla persona.
Attenzione: non è necessario aspettare il servizio INPS
L’attivazione del nuovo servizio telematico non significa che la persona debba necessariamente passare dall’INPS.
Il D.Lgs. 62/2024 prevede infatti che la richiesta di elaborazione del Progetto di Vita possa essere presentata anche direttamente all’Ambito territoriale sociale competente, secondo le modalità previste.
Il nuovo canale INPS rappresenta quindi un’ulteriore modalità per avviare il procedimento, particolarmente importante nell’ambito della sperimentazione della riforma della disabilità.
Perché è importante?
Il Progetto di Vita introduce un cambiamento significativo nel modo di guardare alla disabilità: non si parte soltanto da ciò che manca alla persona, ma da ciò che la persona vuole realizzare nella propria vita.
Casa, lavoro, formazione, relazioni sociali, tempo libero, autonomia e partecipazione alla comunità diventano così parti di un unico progetto, costruito insieme alla persona e non semplicemente deciso per lei.
A cura del servizio legale
dell’Associazione InCerchio