La Cassazione conferma il diritto a rifiutare i turni notturni per i lavoratori caregiver di persone con disabilità. Per approfondire leggi qui

In una recente ordinanza della Corte di Cassazione, la n. 12649/2013, viene statuito che il caregiver lavoratore che si occupa di un familiare con disabilità può essere esonerato dal lavoro notturno. E questo indipendentemente dal fatto che da parte della Commissione sia stata riconosciuta o meno la gravità della condizione di disabilità, ovvero sia che sia stato attribuito il comma 1 o il comma 3 dell’articolo 3 della Legge 104.

LA VICENDA

La questione partiva dal caso di un lavoratore che si occupava della madre in condizione di disabilità, definita tale ai sensi della Legge 104 del 1992. La sentenza di primo grado aveva stabilito che ai fini della possibilità di esonero dai turni notturni non è necessario che al familiare a carico del lavoratore sia riconosciuta la gravità dello stato di handicap (articolo 3 comma 3).

La Corte d’appello, chiamata in causa dalla datrice di lavoro, confermava tale interpretazione della norma, che ha, infine, fatto ricorso in Cassazione.

Per inquadrare la vicenda, va ricordato che l’art. 11, comma 2, lett. c), del D.Lgs. 8.4.2003, n. 66, prevede che non sono obbligati a prestare lavoro notturno: “la lavoratrice o il lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge 5 febbraio 1992 n. 104, e successive modificazioni”. In questo caso il lavoratore può far valere il suo dissenso al lavoro notturno in forma scritta e comunicandolo al datore di lavoro entro 24 ore prima al previsto inizio della prestazione.

Alla luce di ciò, la Corte di Cassazione ha confermato i due orientamenti dei primi gradi di giudizio, ribadendo in primis come l’articolo 3 della legge 104 definisca persona con handicap sia chi ha il comma 1, sia chi ha il comma 3 (handicap grave), quindi al soggetto è riconosciuta in entrambi i casi la condizione di disabilità. E poiché nella norma si parla di disabilità, il diritto va riconosciuto sia in presenza di handicap che handicap grave.

Ne deriva quindi che il caregiver lavoratore può opporsi ai turni lavorativi notturni, sia che il familiare abbia il riconoscimento del comma 3 dell’articolo 3, sia con il solo comma 1 dell’articolo 3, della legge 104.