Quando si parla di diritti delle persone con disabilità, il problema non è più soltanto il loro riconoscimento sulla carta. Sempre più spesso la vera difficoltà è riuscire a renderli effettivi nella vita quotidiana.

È questo il tema centrale emerso in una recente intervista a Maurizio Borgo, Presidente dell’Autorità Garante Nazionale per i Diritti delle persone con disabilità, istituita nell’ambito della riforma prevista dalla Legge Delega n. 227/2021 e operativa dal gennaio 2025.

I diritti esistono, ma non sempre sono accessibili

In Italia le tutele previste per le persone con disabilità sono numerose: dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità alle norme nazionali in materia di inclusione scolastica, accessibilità, lavoro, salute e partecipazione sociale.

Tuttavia, il riconoscimento formale di un diritto non garantisce automaticamente che esso venga rispettato.

Secondo i dati illustrati dall’Autorità Garante, nei primi mesi di attività sono arrivate circa 2.000 segnalazioni da parte di cittadini e famiglie. Un numero significativo che evidenzia come molte persone continuino a incontrare ostacoli nell’accesso a diritti già previsti dalla normativa.

Le segnalazioni riguardano in particolare l’inclusione scolastica, l’accesso ai servizi, il mancato rispetto di provvedimenti amministrativi e situazioni nelle quali la persona è costretta ad affrontare lunghi percorsi burocratici per ottenere prestazioni che dovrebbero essere garantite.

Il nodo dell’inclusione scolastica

Tra gli ambiti maggiormente segnalati vi è quello scolastico.

L’Autorità evidenzia come, a fronte di un numero crescente di studenti con disabilità, continuino a emergere criticità legate alla continuità degli insegnanti di sostegno, all’organizzazione dei servizi e all’attuazione concreta dei progetti educativi.

Si tratta di problematiche che molte famiglie conoscono bene: diritti formalmente riconosciuti che, nella pratica, richiedono spesso richieste, ricorsi e continui interventi per essere concretamente garantiti.

Una novità importante: il rafforzamento dei poteri del Garante

L’aspetto più rilevante dell’intervista riguarda però il possibile ampliamento dei poteri dell’Autorità Garante.

È infatti in fase di approvazione un decreto correttivo che consentirebbe all’Autorità di intervenire in modo molto più incisivo rispetto a quanto avviene oggi.

Attualmente il Garante può svolgere attività di monitoraggio, segnalazione e interlocuzione con le amministrazioni. Con la nuova disciplina, invece, potrebbe essere legittimato ad agire direttamente in giudizio per contestare atti della Pubblica Amministrazione che violino i diritti delle persone con disabilità.

In altre parole, non sarebbe più soltanto la persona interessata o la sua famiglia a dover sostenere tempi, costi e complessità di un’azione legale: in determinate situazioni potrebbe intervenire direttamente l’Autorità stessa.

Cosa potrebbe cambiare per le famiglie

Per molte famiglie questa novità potrebbe rappresentare un cambiamento significativo.

Uno dei principali ostacoli all’esercizio dei diritti è infatti la difficoltà di affrontare percorsi giudiziari spesso lunghi, costosi e complessi. La possibilità che un’Autorità indipendente possa intervenire a tutela della persona con disabilità costituisce un importante strumento di garanzia e potrebbe contribuire a ridurre la distanza tra i diritti riconosciuti e quelli effettivamente goduti.

La sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: trasformare i diritti da enunciazioni normative a opportunità concrete di partecipazione, inclusione e qualità della vita.

Perché una società realmente inclusiva non si misura dal numero delle norme che approva, ma dalla capacità di renderle effettive nella vita delle persone.

A cura del servizio legale di InCerchio