In questi giorni risulta particolarmente acceso il dibattito sull’assistenza igienica in ambito scolastico. Hanno destato scalpore le parole di Roberta Vannini, segretaria generale del sindacato UIL Scuola Campania. Secondo Vannini, l’igiene personale degli alunni, in particolare di quelli con disabilità, non spetterebbe ai collaboratori scolastici, ma dovrebbe essere gestita da personale specializzato e con un’adeguata formazione.

Mentre gli altri due sindacati confederali, CISL e CGIL, hanno sottoscritto il CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) per il Comparto Scuola, ritenendo consolidato il principio dell’assegnazione del compito dell’igiene ai collaboratori scolastici, UIL Scuola si è invece opposta, ritenendolo “peggiorativo” sul tema in oggetto.

Se non si mette in dubbio quanto evidenziato da Vannini rispetto alla condizione in cui versano le scuole relativamente alla carenza di personale, lascia molto perplessi l’affermazione di Vannini secondo cui l’attribuzione di tale compito ai collaboratori scolastici metterebbe a rischio la dignità dei collaboratori stessi. È tale affermazione a risultare lesiva della dignità delle persone con disabilità.

Inoltre, come ben evidenziato da Vincenzo Falabella, presidente della FISH nazionale e consigliere nazionale del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), la normativa in merito risulta chiara ed inequivocabile. Infatti, la normativa vigente, anche di recente emanazione, come il Decreto Legislativo 66 del 2017, parla espressamente di collaboratori e collaboratrici scolastiche per l’adempimento del compito di assistenza igienica, tra l’altro di competenza ministeriale e non comunale.

Si ritiene sicuramente importante sottolineare l’imprescindibile valenza educativa dei momenti legati all’igiene personale in ambito scolastico e, per tale ragione, si sostiene altresì che i collaboratori scolastici debbano avere un’adeguata formazione su tematiche educative e coordinarsi nello svolgimento di tale compito con i docenti e gli educatori; ma per quale motivo inserire altre figure nel contesto scolastico quando, con le dovute premesse e il previsto riconoscimento da un punto vista contrattuale e remunerativo, l’assistenza igienica può rientrare nelle mansioni dei collaboratori?

Il momento dell’igiene costituisce un momento intimo, quindi appare evidente come assegnare il compito di assistenza ai collaboratori che lavorano nella scuola e con cui gli alunni hanno una relazione si connoti come maggiormente rispettoso di un momento così delicato.

In conclusione, si sottolinea che la formazione dei collaboratori risulta rilevante in senso ampio, in quanto i collaboratori e le collaboratrici scolastiche prestano il loro servizio all’interno di una delle principali agenzie deputata all’educazione delle nuove generazioni, quindi la formazione del personale rappresenta sempre e comunque, richiamando Immanuel Kant, un imperativo categorico.

A cura del servizio psicopedagogico dell’associazione InCerchio
dott.ssa Federica Marci – pedagogista