Nuove Linee Guida per la nuova certificazione di disabilità ai fin dell’ inclusione scolastica e per il Profilo di Funzionamento sulla base dell’ICF
Il 7 gennaio 2023 sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale le tanto sospirate Linee Guida per la nuova certificazione di disabilità ai fin dell’inclusione scolastica e per il Profilo di Funzionamento sulla base dell’ICF, come previsto dal Decreto legislativo. n. 66/2017, Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità.
Prosegue così, con un altro passo avanti, il percorso nella riforma dell’inclusione scolastica, iniziato con l’appena citato decreto n. 66/2017, seguito con il Decreto interministeriale n. 182/2020, Adozione del modello nazionale di piano educativo individualizzato e delle correlate linee guida, nonché modalità di assegnazione delle misure di sostegno agli alunni con disabilità.
Si tratta di ben 82 pagine, che hanno il compito di definire, come si legge nella norma:
- i criteri, i contenuti e le modalità di redazione della certificazione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica, tenuto conto della Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD) e della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) dell’OMS;
- i criteri, i contenuti e le modalità di redazione del Profilo di funzionamento, tenuto conto di ICF dell’OMS.
È chiara fin da subito la necessità di fare riferimento a due classificazioni internazionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): la Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD) e la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF).
Come si può, infatti, leggere inequivocabilmente e sinteticamente nella Premessa del documento, il modello bio-psico-sociale dell’ICF diviene il “comune denominatore di tre processi sequenziali”: descrizione del funzionamento, accertamento della condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica, redazione del Piano educativo individualizzato (PEI). Dopo oltre vent’anni dalla pubblicazione dell’innovativa classificazione dell’OMS, le Linee Guida affermano che una persona non è la malattia che ha e il contesto ha un ruolo determinante nella definizione dello stato di salute di una persona. Occorre porre la persona al centro, considerandola nella sua interezza, secondo una visione multidimensionale, relazionale e contestuale.
Malgrado di non facile fruibilità per via della loro intrinseca complessità, le nuove Linee Guida sono chiare rispetto all’intento di voler costruire una “garanzia di uniformità interpretativa e operativa sul territorio nazionale” in relazione al percorso di accertamento dei bisogni dell’età evolutiva per l’inclusione scolastica, secondo le sostanziali novità già introdotte dal Decreto Legislativo n.66 del 2017.
Sono previsti una nuova composizione della commissione, un nuovo momento accertativo e una nuova modalità valutativa che tenga conto, come già posto in evidenza, dei criteri del modello bio-psico-sociale ICF.
Le Aziende sanitarie e l’INPS predisporranno nuovi documenti:
- il certificato medico diagnostico-funzionale che correda la domanda per l’accertamento della condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica;
- il verbale di accertamento della condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica;
- il profilo di funzionamento necessario ai fini della predisposizione del Piano educativo individualizzato (PEI), e parte integrante del Progetto individuale (PI), di cui all’articolo 14 della legge 8 novembre 2000, n. 328.
Le Linee Guida sono, altresì, ferme nel porre in evidenza “la necessità di tenere concatenate e coerenti tra di loro la descrizione del funzionamento di bambine e bambini, alunne e alunni, studentesse e studenti e l’individuazione e l’articolazione delle misure di sostegno (fattori ambientali scuola: strumenti e strategie) indicate nel PEI”.
Cahiers de doléances
Occorre a questo punto porre in luce alcuni nodi critici che si riscontrano e si riscontreranno nella pratica operativa.
Prima che tutti gli alunni con disabilità avranno redatto il nuovo Profilo di Funzionamento, dovranno trascorre alcuni anni. Pertanto, nel frattempo, si dovranno continuare ad utilizzare la vecchia Diagnosi Funzionale ed il vecchio Profilo Dinamico Funzionale.
Inoltre, si ricorda che la situazione critica in cui versa il Sistema Sanitario Nazionale fa sì che le famiglie fatichino a prendere contatti con le UONPIA per ottenere il rinnovo delle diagnosi nel passaggio da un ciclo di istruzione all’altro, sentendosi talvolta dare informazioni nettamente in contrasto a quanto previsto per la normativa.
Infine, come dovrebbe essere noto, il PEI è elaborato ed approvato dal GLO, il Gruppo di Lavoro Operativo, composto dal team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe, dai genitori dell’alunno con disabilità o chi ne esercita la responsabilità genitoriale, dalle figure professionali specifiche, interne ed esterne all’istituzione scolastica, che interagiscono con la classe e con l’alunno con disabilità “nonché, ai fini del necessario supporto, dall’unità di valutazione multidisciplinare”.
La carenza di personale nelle strutture pubbliche, a fronte di un’elevata mole di lavoro, genera spesso un’assenza degli specialisti socio-sanitari ai lavori del GLO, in netto contrasto con la prospettiva bio-psico-sociale che le novità normative vogliono affermare.
Concludendo, lieti per uno scenario normativo che sembra guardare al futuro, si auspica che siano create al più presto le condizioni affinché infiocchettate dichiarazioni di principio sulla carta si traducano in diritti reali in un contesto dove tutti i bambini possano ricevere davvero un trattamento equo e che guardi seriamente al loro benessere.
A cura del servizio legale e del servizio psicopedagogico dell’associazione InCerchio
dott.ssa Federica Marci
Pedagogista