Il Giudice tutelare del Tribunale di Milano ha accolto una istanza di sostituzione dell’ads apparendo la stessa nell’interesse della beneficiaria.

A prescindere dall’assenza di censure da muovere all’operato del precedente ads ,il Giudice tutelare ha ritenuto imprescindibile e fondamentale che tra il beneficiario e il suo amministratore di sostegno si creasse una condizione di collaborazione fattiva e di reciproca fiducia che, nel caso concreto e soprattutto negli ultimi tempi, non pareva essersi venuta a realizzare, con aggravio delle condizioni psicologiche della beneficiaria, che viveva con ansia la relazione con il suo amministratore di sostegno.

Per tali ragioni il Giudice tutelare ha accolto la richiesta di sostituzione nominando alla beneficiaria un altro amministratore di sostegno.

La decisione del Giudice tutelare ci porta a riflettere sul rapporto tra il beneficiario e la figura dell’amministratore di sostegno.

Quest’ultimo non solo deve attenersi al decreto di nomina e ai compiti in esso indicati per la cura della persona del beneficiario, ma nel contempo deve instaurare con il beneficiario stesso un rapporto di conoscenza, fiducia, “affidamento” nei propri confronti, al fine di comprenderne al meglio i bisogni e le aspirazioni, tenendo conto della sua opinione, pensiero, volontà, e attuandola quando possibile, o elaborando in modo condiviso con il beneficiario una soluzione alle esigenze che emergeranno nel tempo.

L’opinione e la volontà del beneficiario potrebbero anche non essere rispondenti al suo interesse: ogni singolo atto richiederà pertanto da parte dell’amministratore di sostegno un esame completo, accurato, privo di pregiudizi, dell’esigenza e della volontà del beneficiario, del suo specifico aspetto di fragilità, del suo interesse. L’ads dovrà essere in permanente ascolto del beneficiario, ma valutare sempre autonomamente le indicazioni dallo stesso espresse, alla luce del suo miglior interesse e agendo di conseguenza.

L’amministratore di sostegno ha il compito non facile di dire anche dei no alle richieste del beneficiario.

Ad opinione di chi scrive, la sua figura viene accettata e considerata di aiuto da parte del beneficiario quando gli operatori della rete che si crea intorno allo stesso instaurano un rapporto ed un clima di fiducia e compiono un lavoro attento di presentazione, di spiegazione e di legittimazione del ruolo di questa nuova figura che può essere vissuto dal beneficiario medesimo come un ostacolo o come un indesiderato controllore e censore.

Ove non si crei una condizione di collaborazione fattiva e di reciproca fiducia tra il beneficiario e il suo amministratore di sostegno quest’ultimo non sarà in grado di operare e non potrà quindi essere di aiuto e dovrà pertanto essere sostituito.

 A cura dell’Avv. Marina Verzoni