Lunedì 20 febbraio ha avuto luogo presso la Casa dei Diritti di Milano un partecipato Seminario sull’inclusione lavorativa delle persone con disabilità – promosso da Pio Istituto dei Sordi, grazie alla attività organizzativa della dott.ssa Martina Gerosa – con la presenza di molti esperti, fra cui la dott.ssa Piglia, giurista di InCerchio

Le riflessioni si sono sviluppate a partire dalle suggestioni offerte dall’ultima recente opera dello psicologo Carlo Lepri, “I viaggiatori inattesi”.

Coordinava gli interventi il giornalista Simone Fanti, noto blogger di Invisibili-Corriere della Sera.

La dottssa Maistri, Dirigente del Comune di Milano, ha portato i saluti Istituzionali, e l’arch. Brandolini, Vicepresidente della Fondazione promotrice, ha portato i saluti del Pio Istituto.

Lepri ha raccontato le “due o tre cose che abbiamo imparato sull’integrazione delle persone disabili”, partendo dalle rappresentazioni culturali della disabilità che si sono avvicendate nelle varie società, dall’antichità ad oggi, in occidente.

Claudio Messori, già Responsabile del Collocamento Mirato presso la Provincia di Milano, ora direttore dell’agenzia per il lavoro Anmil, ha illustrato le norme e le buone prassi per l’inclusione in azienda affinché anche i disabili più fragili siano assunti e mantenuti al lavoro; la psicologa del lavoro ed ergonoma Isabella Ippoliti, ha spiegato come sia possibile realizzare postazioni lavorative di accessibilità universale, partendo proprio dal dialogo con i lavoratori disabili: andare oltre le barriere fisiche, architettoniche e sensoriali, aiuta a superare le barriere culturali e mentali così che il lavoro sia a portata di tutti

Alle voci degli esperti si sono via via intrecciate quelle di chi ha portato testimonianze di vita ed esperienze lavorative personali, da Antonio Giuseppe Malafarina – giornalista e poeta, pensatore direi, se non fosse desueto…, mai messo all’angolo da una grave disabilità, purtroppo un po’ penalizzato dalle difficoltà di collegamento fuori sede, via skype; a Fabrizia Rondelli, genitore di un giovane uomo con autismo ad alto funzionamento e presidente dell’associazione L’Ortica, impegnata nel proporre attività artigianali di grande livello, come fini tessiture, alla pari della grande tradizione italiana; ad Elisabetta Bianchessi, architetto dell’associazione T12-lab, che ha presentato i numerosi laboratori creativi realizzati a partire da materiali di recupero , svolti con giovani con disabilità e anche con giovani profughi.

Infine Daniela Piglia ha chiuso con una sintesi che ha cercato di legare i vari contributi, sottolineando la congiuntura di grande rischio per i più fragili, i cui diritti acquisiti negli ultimi trent’anni, nel campo non solo del lavoro, ma anche dello studio, dell’assistenza e dei servizi, sono sempre più a rischio per presunte ragioni di crisi economica: ma solo la promozione e la difesa dell’universalità dei diritti potrà restituire umanità ad una società la cui vera profonda crisi è quella morale.