L’avvocato Marina Verzoni, dell’associazione InCerchio per le persone fragili di Milano, commenta la sentenza della Corte Costituzionale n. 114 del 2019, sulla capacità di effettuare donazioni, da parte della persona beneficiaria di ads.

La Corte Costituzionale affronta il tema della limitazione della capacità di agire rispetto agli atti personalissimi ribadendo che con l’amministrazione di sostegno, il legislatore ha dotato l’ordinamento di una misura che può essere modellata dal Giudice Tutelare in relazione allo stato personale e alle circostanze di vita di ciascun beneficiario e in vista del concreto e massimo sviluppo delle sue effettive abilità e che tutto ciò che il giudice tutelare, nell’atto di nomina o in successivo provvedimento, non affida all’amministratore di sostegno, in vista della cura complessiva della persona del beneficiario, resta nella completa disponibilità di quest’ultimo.

Secondo la Corte il beneficiario di amministrazione di sostegno conserva quindi la sua capacità di donare, salvo che il giudice tutelare, anche d’ufficio, ritenga di limitarla – nel provvedimento di apertura dell’amministrazione di sostegno o in occasione di una sua successiva revisione.

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