Con ordinanza del 3.06.2021 il Tribunale di Milano ha ritenuto illecita la condotta del Comune di Milano, che non ha garantito il servizio di trasporto scolastico gratuito nei confronti di una alunna con disabilità, perché tale condotta è lesiva del diritto all’istruzione, sotto il profilo della disparità di trattamento rispetto agli alunni senza disabilità.

Il Tribunale ha quindi condannato il Comune di Milano e Regione Lombardia, nell’ambito delle rispettive competenze, a rimuovere le condizioni lesive assicurando per l’alunna disabile la integrale gratuità del trasporto scolastico, con condanna altresì del Comune e della Regione al risarcimento del danno.

Il Tribunale di Milano ha ribadito che il trasporto scolastico dev’essere erogato gratuitamente, anche laddove la scuola si trovi fuori dal Comune di residenza dello studente o della studentessa con disabilità.

La normativa di riferimento è la legge 208/2015 (art. 1 comma 947) che ha espressamente previsto che “le funzioni relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali, di cui all’art. 13, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e relative alle esigenze di cui all’art. 139, comma 1, lett. c) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, sono attribuite alle regioni a decorrere dal 1° gennaio 2016, fatte salve le disposizioni legislative regionali che alla predetta data già prevedono l’attribuzione delle predette funzioni alle province, alle città metropolitane o ai comuni, anche in forma associata.

Regione Lombardia, in virtù di questa riforma statale, ha ridefinito con L.R. n. 15/2017 (di modifica della L.R. n. 19/2007, art. 6) – a partire dall’anno scolastico 2017/2018 – le competenze relative alla realizzazione degli interventi per l’inclusione scolastica degli studenti con disabilità di secondo ciclo, prevedendo nello specifico l’attribuzione ai comuni delle funzioni relative alla gestione dei servizi di trasporto scolastico e di assistenza per l’autonomia e la comunicazione a favore degli studenti con disabilità fisica, intellettiva o sensoriale che frequentano percorsi scolastici e formativi di secondo ciclo, fermo restando la promozione ed il sostegno da parte della Regione.

La specifica norma regionale attualmente in vigore (art. 6 L.R. 19/2007 comma 1 bis 1) stabilisce che “E’ trasferito ai comuni, in forma singola o associata, lo svolgimento, in relazione all’istruzione secondaria di secondo grado e ai percorsi di istruzione e formazione professionale, dei servizi di trasporto e di assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli studenti con disabilità fisica, intellettiva o sensoriale”.

La successiva normativa regionale di attuazione (D.G.R. 6832/2017 “Linee guida per lo svolgimento dei servizi di supporto dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità”) ha poi previsto che tali servizi siano attivati e realizzati dal Comune di residenza dello studente con mezzi propri o tramite l’affidamento a soggetti terzi ovvero per il tramite delle famiglie che selezionano direttamente i soggetti che effettuano il trasporto o provvedono all’effettuazione del servizio con mezzi privati – anche attraverso un sistema a voucher – tenendo conto delle specifiche connotazioni territoriali della domanda e le esigenze delle famiglie.

E’, peraltro, di tutta evidenza che, anche nel caso di selezione del trasportatore da parte delle famiglie, essa non può che avvenire nell’ambito delle strutture accreditare dai Comuni ex art. 13 co. 1 lett. d) L.r. 3/2008 ed anche in questo caso i Comuni provvedono al rimborso delle spese – tutte, non solo nella misura del contributo regionale – sostenute dalle famiglie.

 

A cura del servizio legale dell’Associazione InCerchio

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