Il procedimento per la nomina dell’amministrazione di sostegno ha inizio con una domanda (cd. ricorso) che deve indicare le generalità del beneficiario, la sua dimora abituale, le ragioni per cui si richiede la nomina dell’amministratore di sostegno, il nominativo ed il domicilio, se conosciuti, del coniuge, dei discendenti, degli ascendenti, dei fratelli e dei conviventi del beneficiario.

La domanda può essere presentata dallo stesso beneficiario, dal coniuge o dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il 4° grado, dagli affini entro il 2° grado, dal tutore o curatore e dal Pubblico Ministero.

Inoltre, i responsabili dei servizi socio-sanitari direttamente impegnati nella cura e assistenza della persona, che abbiano conoscenza di fatti tali da rendere necessario il procedimento di amministrazione di sostegno, sono tenuti a presentare autonomamente la richiesta.

La domanda deve essere rivolta al giudice tutelare del Tribunale del luogo in cui la persona ha la residenza o il domicilio e deve essere corredata di tutti i documenti necessari.

Nel ricorso è possibile indicare contestualmente la persona che il ricorrente ritiene idonea per l’incarico di amministratore di sostegno.

Il procedimento è studiato nell’interesse del beneficiario, ne accentua il carattere protettivo dovendo il giudice tener conto, compatibilmente con gli interessi e le esigenze di protezione della persona, dei bisogni e delle richieste di questa.

Il procedimento si presenta quindi agile, tanto che l’assistenza di un difensore è facoltativa ed è essenzialmente gratuito: la domanda è esente da contributo unificato e va apposta una marca da bollo da euro 27.

Dopo la presentazione del ricorso in cancelleria verrà designato un giudice tutelare per la trattazione della domanda.

 

A cura dell’avv. Marina Verzoni
Avvocato, consulente Associazione InCerchio