Proseguiamo la lettura del nuovo D.L. n. 18 del 17.03.2020, cd Cura Italia, volto ad introdurre le necessarie norme e risorse  per fronteggiare l’emergenza epidemiologica causata dal covid 19 (D. L. pubblicato in G. U. ediz. Straord. 17 marzo 2020), proponendo sinteticamente l’analisi delle disposizioni di particolare interesse per le persone con fragilità e le loro famiglie.

Fra le disposizioni speciali in materia di riduzione dell’orario di lavoro e di sostegno ai lavoratori, dopo gli artt. 23 e 24, che introducono estensioni di favore in materia di congedi e permessi, vengono in rilievo gli att. 26 e 39, relative rispettivamente alla quarantena e al cd smart working Lavoro agile da casa.

La prima norma riguarda infatti i lavoratori disabili gravi assenti dal servizio per quarantena o permanenza domiciliare per COVID 19. Si tratta dell’art. 26, il quale dispone che fino al 30 aprile 2020, per il lavoratore dipendente pubblico e privato riconosciuto disabile grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge n. 104/1992 o in possesso di certificazione attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie è equiparato al ricovero ospedaliero, e non sarà computabile ai fini del periodo di comporto (ovvero non entra nel novero delle giornate di assenza che possono dar luogo  a licenziamento).

La seconda norma riguarda i lavoratori disabili gravi o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona disabile grave e privilegia ed incentiva il lavoro agile (smart working).

L’art. 39 prevede infatti che, fino alla data del 30 aprile 2020, i lavoratori dipendenti disabili nelle condizioni di gravità di cui all’articolo 3, comma 3, della legge n.104/1992 o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità nelle medesime condizioni di gravità hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile e quindi con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.

Si riporta il testo integrale delle norme.

Capo II Norme speciali in materia di riduzione dell’orario di lavoro e di sostegno ai lavoratori

Art. 26 (Misure urgenti per la tutela del periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato)
  1. Il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva di cui all’articolo 1, comma 2, lettere h) e i) del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, dai lavoratori del settore privato, è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto.
  2. Fino al 30 aprile ai lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, nonché ai lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della medesima legge n. 104 del 1992, il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie, è equiparato al ricovero ospedaliero di cui all’articolo 19, comma 1, del decreto legge 2 marzo 2020, n.9.
  3. Per i periodi di cui al comma 1, il medico curante redige il certificato di malattia con gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla quarantena con sorveglianza attiva o alla permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva di cui all’articolo 1, comma 2, lettere h) e i) del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6.
  4. Sono considerati validi i certificati di malattia trasmessi, prima dell’entrata in vigore della presente disposizione, anche in assenza del provvedimento di cui al comma 3 da parte dell’operatore di sanità pubblica.
  5. In deroga alle disposizioni vigenti, gli oneri a carico del datore di lavoro, che presentano domanda all’ente previdenziale, e degli Istituti previdenziali connessi con le tutele di cui al presente articolo sono posti a carico dello Stato nel limite massimo di spesa di 130 milioni di euro per l’anno 2020. Gli enti previdenziali provvedono al monitoraggio del limite di spesa di cui al primo periodo del presente comma. Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato raggiunto anche in via prospettica il limite di spesa, gli stessi enti previdenziali non prendono in considerazione ulteriori domande
  6. Qualora il lavoratore si trovi in malattia accertata da COVID-19, il certificato è redatto dal medico curante nelle consuete modalità telematiche, senza necessità di alcun provvedimento da parte dell’operatore di sanità pubblica.
  7. Alla copertura degli oneri previsti dal presente articolo si provvede ai sensi dell’articolo 126.
 Art. 39 (Disposizioni in materia di lavoro agile)  
  1. Fino alla data del 30 aprile 2020, i lavoratori dipendenti  disabili nelle condizioni di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992,n.104 o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità nelle condizioni di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile ai sensi dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.
  2. Ai lavoratori del settore privato affetti da gravi e comprovate patologie con ridotta capacità lavorativa è riconosciuta la priorità nell’accoglimento delle istanze di svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità agile ai sensi degli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81